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Una FoodBlogger a Expo 2015

  • 7 lug 2015
  • Tempo di lettura: 5 min

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Expo 2015…….Esposizione Mondiale dell’Alimentazione. Per 6 mesi i riflettori di tutto il mondo saranno puntati su questa manifestazione …

Ma cosa è veramente Expo?…..come può venire interpretata da noi persone comuni?…

Queste sono le domande che mi ponevo prima di visitarlo….

Ora che l’ho fatto vi posso rispondere……una enorme vetrina per i Paesi partecipanti, un enorme “Gardaland” per adulti, in cui tutto è studiato nei minimi particolari per stupire e lasciare un segno dentro i visitatori. Devo dire che con me ci sono riusciti, soprattutto alcuni padiglioni di alcuni paesi.


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Ad accoglierti, se entri da Est, c’è il maestoso Albero della Vita che, sebbene in posizione un po’ decentrata rispetto al circuito principale dei padiglioni, vuol essere il fulcro di Expo: silenzioso ed appartato durante il giorno, trova il suo appuntamento top al calare del buio….giochi di luci e colori fanno rimanere i turisti con il naso all’insù. Voci di corridoio dicono che una volta terminato questa enorme installazione all’aria aperta, verrà trasferita in piazzale Loreto a Milano.

Lo confesso…..non sono andata a visitare né Palazzo Italia né i padiglioni Italiani……ho preferito dedicarmi alla visita di padiglioni di Paesi stranieri, cominciando da quelli più lontani da noi. In una giornata e mezza io e mio marito siamo riusciti a vedere poco più della metà dei padiglioni presenti. Le distanze sono imponenti e gli spostamenti faticosi; il caldo però fortunatamente era sopportabile, grazie alle enormi tensostrutture che ricoprono il “Decumano” ossia il corridoio lungo più di un kilometro sul quale si affacciano da entrambi i lati i diversi padiglioni. L’ombra così creata permette al turista di non boccheggiare. Altre installazioni degne di nota, le colonnine con la distribuzione gratuita di acqua sia naturale che frizzante a dispenser: segno di grande attenzione al turista. Anch’esse, una volta terminata la

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kermesse, verranno sistemate nei parchi milanesi. Sembra proprio di stare in un parco giochi: altoparlanti diffondono musica e periodicamente si può assistere a parate molto folkloristiche dei vari paesi presenti. Davvero coinvolgente.

Non voglio stare a tediarvi raccontandovi ogni singolo padiglione, anche perché sarebbe impossibile e rischierei di fare una miscellanea dei vari ricordi. Vi dirò cosa mi è piaciuto di più e cosa di meno.

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Ciò che mi ha colpito di più è stato come la maggioranza dei Paesi da cui mi sarei aspettata pochi sfarzi perché piccoli o di scarsa “importanza” sulla scena mondiale, abbiano in realtà lavorato molto bene, riuscendo a trasmettere al visitatore sensazioni uniche; al contrario di Paesi dai quali mi sarei aspettata molto di più e che mi hanno deluso. In assoluto Il Basile ha superato tutti: sebbene l’ingresso sia molto scenografico, permettendo al visitatore di camminare a qualche metro di altezza (tutto in massima sicurezza ovviamente) su una rete che sovrasta in modo ideale la foresta amazzonica, una volta entrati, ci si ritrova a vagare per enormi spazi privi, a mio modesto parere, di qualsiasi attrazione, a parte un corridoio molto lungo con delle specie di vasi di ceramica penzolanti dal soffitto….creazione di un noto architetto brasiliano che francamente non mi hanno lasciato nessuna sensazione.

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Diciamocelo chiaramente…….il tema dell’Expo è il cibo visto a 360°, la sostenibilità e buona gestione delle fonti primarie; in realtà per la maggior parte dei Paesi i padiglioni rappresentano una enorme agenzia di viaggi. Ma va assolutamente bene così!!! Ognuno ha puntato sulle proprie peculiarità, dando ovviamente risalto al cibo tradizionale. Paesi come l’Angola, il Marocco, la Tailandia, la Corea, la Colombia hanno lasciato in me forti ricordi, ognuno mi ha saputo stupire a suo modo. Video proiezioni su 360°, simulazioni in 3D e foto hanno attirato la mia attenzione. Il tutto per cercare di far calare il turista direttamente nella realtà del paese visitato. Colori suoni e profumi avvolgevano i 5 sensi e stimolavano la fantasia. Il tour guidato in ogni padiglione aveva una durata media di 15/20 minuti con tempi di attesa in coda all’ingresso di 10 minuti. Direi fattibilissimo…… un intervallo di tempo ideale, a mio parere, per lasciare

qualcosa nel turista senza rischiare di annoiarlo. Tra i vari padiglioni, purtroppo ne compare uno chiuso perché realizzato a metà…..quello del Nepal, che purtroppo ricordiamo ha subito qualche mese fa un immane disastro a causa dell’immenso terremoto che lo ha colpito……

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Come potete ben immaginare non siamo andati a mangiare al Mc Donald, ma abbiamo voluto provare la cucina etnica….anche se non proprio a buon mercato. Siamo passati dalla carne certificata di mandrie allevate allo stato


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brado dell’Uruguay ai Tacos messicani con fagioli ed ananas, dalla zuppa vietnamita alle tapas spagnole. E….che buoni questi sapori!!!!

Calma calma….per chi amasse sapori decisamente più ”nostrani” non preoccupatevi, vi consiglio lo stand della piadina romagnola o della porchetta arrosto…..o delle patatine fritte belghe ricoperte da miriadi di salse diverse!! Certo il fegato non ringrazia….ma per una volta dai!!

Sarò imparziale…..ma degno di nota il Padiglione Coldiretti, presente nel corridoio perpendicolare al Decumano insieme ad altri esponenti e marchi italiani come Birra Moretti, Martini, Alto Adige, Granarolo e così via. Molto bello il roof garden al secondo piano ch

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e avrebbe dovuto ospitarmi per lo show cooking, e location per la zona ristorante che ospita giornalmente membri della associazione o normali visitatori dell’Expo. Ogni settimana il padiglione è occupato da una regione italiana diversa. Dal 22 al 28 giugno è stato il turno della nostra bellissima terra di Liguria; in particolar modo nelle giornate del 25 e 26 la provincia di Imperia ha dato il meglio di sé con la presenza di agriturismi ed aziende agricole e dei loro eccezionali prodotti. In mezzo a tutto questo anche Chef Ramella ha trovato posto….ed alle 18 di venerdì 26 giugno ha realizzato il suo primo showcooking davanti ad un discreto numero di visitatori!! Per una serie di intoppi organizzativi, tutti prontamente risolti dallo splendido staff di Coldiretti, la mia dimostrazione è avvenuta nella zona antistante al padiglione e devo dire che, con il senno di poi, questo ha sicuramente aumentato la visibilità dell’evento, perché direttamente sul passaggio dei visitatori.

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Ragazzi……vi devo confessare che nel momento in cui mi è stato piazzato il microfono sull’orecchio ho avuto un attimo di panico, ma dopo qualche minuto mi sono sciolta e mi sono divertita tantissimo!!

Io e la mia collega Daniela Canu, famosa floreal designer di Sanremo, abbiamo riscosso un discreto successo. L’idea della mitica Ester Perri di fondere insieme la cucina della riviera ligure e la tradizione floreale del nostro territorio ha fatto nascere qualcosa di molto interessante: mentre io cucinavo , Daniela utilizzava gli stessi ingredienti per la creazione di un bellissimo bouquet “mangereccio”. Il risultato? Tante persone si sono fermate a guardarci ed a farci domande sul nostro lavoro!! Io non avrei più smesso di parlare, tanta era l’energia assorbita in Expo e che volevo trasmettere; raccontare la mia terra e farla apprezzare mi ha riempito di gioia.

Basta basta……non voglio dilungarmi e annoiarvi.

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Spero di avervi fatto venire quel giusto languorino (per rimanere in argomento) che basti per farvi fare un giro ad Expo 2015. Io e Paolo ci siamo divertiti. Certo…..dopo due giorni eravamo parecchio stanchi ma soddisfatti della nostra incursione milanese.

Ora vi saluto e vi aspetto per il prossimo happening….la prima sagra delle Raviore l’11 luglio a Montegrosso Pian Latte!! Sarò lì per voi insieme a Graziano Viazzo, presidente della locale Pro Loco che mi accompagnerà alla scoperta di questa nuova manifestazione!!

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